Google vs Facebook: qual è la posta in gioco ?

Immagine 1A volte anche nella giovane e veloce storia dei social media e del web in generale, fermarsi un attimo a guardare le cose, non inseguendo la cronaca, aiuta ad avere una prospettiva.
Lo spunto è l’articolo su Marck Zuckerberg su Wired con la “straordinaria” news che FB vuole scalzare Google…

L’articolo in realtà è anche interessante, ma non è cronaca è ormai storia.                 Il 14 dicembre 2007 Vincos  titolava un suo post la Guerra dei Social network

A luglio di quest’anno Massarotto rovesciava la prospettiva indicando la “sociamedializzazione di Google” e l’ipotesi che Google comprasse FriendFeed… sappiamo poi il veloce colpo di scena.
Perché di colpo di scena si deve parlare se Luca Sofri chiude il telefono (anzi la chat intervista ) con Paul Buchheit di FF che nega di voler vendere a Google perché FF is here to stay.
E dopo qualche giorno Sofri deve richiamarlo per chiedergli perché hanno venduto a FB…

Personalmente della lunga guerra tra Google e FB mi interessa meno quale modello risulti vincente: “informazioni che emergono da grafi di relazioni sociali contro eccellenti algoritmi di ranking del Web. Una mole impressionante di dati individuali socialmente interconnessi contro una mole impressionante di dati anonimi sui trends di ricerca degli utenti Internet e sulle loro attività di navigazione online. Circa 1/5 degli utenti Internet registrati contro più di 2 miliardi di ricerche al giorno a livello globale”, (grazie a Enrico Bertini).

Va da sé che servono entrambe, serve il match delle due, e Google e FB stanno mobilitandosi in questa direzione con nuove applicazioni ogni giorno (FB con Connect e il nuovo search, cui Google risponde ogni giorno con  una nuova applicazione per creare il “cruscotto perfetto”)

Vorrei rovesciare la prospettiva: qual è la posta in gioco ? E che impatto ha per noi utenti ? 

La guerra ha come obiettivo il monopolio. Il punto iniziale d’accesso alla Rete, il gateway al Web.
Da dove si parte non solo non è indifferente, ma è cruciale se sarà anche dove si rimarrà.
Se il walled garden è un luogo da cui in apparenza  si esce, interessa di meno se è targato FB o Google.
Interessa che è uno spazio brandizzato e rinchiuso dove i dati e le relazioni di tutti noi sono a disposizione. 
Un unico luogo dunque dove tutto è misurabile, quanti-qualitativamente. 
Già, proprio come un unico old media, di fatto, monopolista. 

Qualcosa di molto diverso dalla Rete Sociale (Rete Attiva come mi piace chiamarla); dal suo essere nodi che richiamano altri nodi, che moltiplicano nuove connessioni.

Forse, allora, da questo punto di vista allora la battaglia Google-FB è veramente qualcosa che ci riguarda molto da vicino.

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