Social generation and writing

Ho notato che la social generation, -diciamo per dare un orientamento 22-28, cioè quelli che hanno nativamente usato il computer come un’estensione naturale, iniziato a scrivere bloggando per esprimersi, entrati nei social network per cazzeggio e relazione -, sanno scrivere.

I social e i blog cioè i media che fanno esercitare la scrittura, nei più dotati e interessati alla scrittura, hanno prodotto un bel salto di qualità.

E’ interessante poi che la forma breve, il post non lungo, le metriche twitteriane non hanno sincopato o portato al grado zero la scrittura della social generation, al contrario, le hanno conferito una sintesi che funziona molto sulla lunga durata della scrittura, cioè il libro, il romanzo.

Che anche questo è tornato prepotentemente come forma espressiva, ovviamente autobiografica, ovviamente guardandosi nello specchietto retrovisore dei propri vent’anni, dove non si ha molto da dire. Ma qui mi interessa il come dirlo che è veloce, ironico, è sopratutto una scrittura abituata a pensarsi già con un pubblico che può intervenire (uno status update che viene scritto con l’idea di sucitare reazioni, commenti).

E’ presto e io non ho dati né evidenze quantitavamente rilevanti che sia una direzione che sottotraccia ha preso corpo.

Se a fianco dei writers puri censiamo ad esempio i web editori, ragazzi che hanno creato testate, testate locali, giornali che raccontano il mondo intorno in cui vivono e che a volte sono anche diventati un punto di riferimento per la genesi collettiva dei contenuti, un modello, senza voler enfatizzare troppo di approccio bottom up: cioè in tanti che abbiamo qualcosa da dire ci proviamo e vediamo l’effetto che fa, senza gerarchie di Ansa e Ansie varie da ridistrubuire nel corpo intossicato e mummificato.

Tutto bello e paradisiaco, l’ennesimo inno di gioia alle meravigliose e progressive sorti del social come rivouzione culturale ?

No, no davvero, ma è una suggestione che può raccontare meglio di tanti sondaggi settimanali di femminili/maschili patinati in che cosa si distingue la parte alfabetizzata della social generation.

Over 140 caratteri di sicuro, e oltre frasi come :@barcamp#talent#notti bianche010.

Che sembrano codici oscuri ai profani ma sono solo la punta dell’iceberg di un codice iniziatico che serve a dare identità.

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