La Radio old media progenitore dei social media.

Approfitto dello sbarco radiofonico di Antonio [Pavolini] che, ogni sabato su Radio Popolare Roma, con la trasmissione Conversational parla di temi legato al mondo del social web e dei social media, perché mi ha spinto a recuperare uno degli appunti che in questi mesi ho  conservato con l’idea di dargli una forma più compiuta.

Il tema è il seguente: una delle caratteristiche dei social media è la partecipazione attiva delle persone, nelle varie forme che si sono sviluppate, la User generated Content, e oggi il Citizen Journalism. Queste forme di produzione di contenuti da parte delle persone, su piattaforme condivise, è stata a lungo una delle caratteristiche fondanti il nuovo web, e davvero lo è.

Una suggestione però mi è tornata in mente, pensando che in verità in Italia queste forme di coinvolgimento attivo sono state realizzate già da un vecchio e caro old media come la Radio. I meno giovani 🙂 di noi si ricorderanno che proprio  Radio Popolare Milano abbia inventato  (credo prima di Radio Radicale,ma è da verificare) il Microfono aperto, cioè la possibilità  di intervenire in diretta per le persone e parlare dare il loro commento, punto di vista.

Cosa che oggi fanno tutti, ma che all’epoca era una trasformazione del mezzo e un accrescimento delle potenzialità con il coinvolgimento attivo delle persone.

Questo filo rosso tra old e social media meriterebbe una riflessione più approfondita, qui mi faceva piacere approfitare di Conversational per riannodare una suggestione e un collegamento tra due mondi che sembrano così lontani.

A riprova del fatto che i media possono essere cose molto diverse a seconda di chi li maneggia, sia gli old che i social.

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Una risposta a La Radio old media progenitore dei social media.

  1. marco ha detto:

    Riflessione giusta, che infatti ho sentito fare anche durante una trasmissione radiofonica (appunto) mi sembra su Radiorai, e non è certo un caso che la radio abbia superato (e stia superando) meglio di altri media (per esempio la tv) l’esame del passaggio al mondo digitale (con i podcast, con blog, social network dedicati e altro), in quanto il senso di “community”, pilastro del social media, trova le radici in quanto hai scritto tu stesso. A questo proposito rimando all’intelligente libello di Francesca Casadei che puoi scaricare online: http://www.box.net/shared/5ou4bc0i2n

    Sostanziale differenza, però, tra social media e community radiofonica e old social media è che nei new SM c’è la possibilità di creare contenuti e condividerli, cosa che prima, francamente, non era possibile. E’ questo il vero valore aggiunto dei nuovi social media, secondo me ed è questo, probabilmente, anche il vero salto dal web 1.0 al web 2.0.

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