Internet Mobile: come cambiano le abitudini degli italiani

In Italia siamo oramai always on, sempre connessi grazie all’utilizzo dei dispositivi mobile e tablet.
Il 42,5% degli italiani online si connettono dal cellulare (la media europea è del 38,5%), con un 50% di utenti che naviga via mobile  tutti i giorni. (Fonte Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano).
Se a questo aggiungiamo il dato relativo alla diffusione dei tablet, circa 1,5 milioni di utenti a fine 2011, ci rendiamo conto che siamo davanti ad un cambiamento epocale nel mondo della comunicazione digitale.

Naturalmente lo scenario italiano è lo specchio di quanto sta avvenendo nel resto del mondo: si stima che dal 2011 al 2016 il traffico mobile crescerà di 18 volte (dati Cisco), raggiungendo i 10,8 exabyte mese, ovvero circa 130 exabyte in un anno.  Per capirci 130 exabyte corrispondono più o meno a 130 miliardi di gigabyte, una cifra a dir poco impressionante.
Oramai immersi in questa connessione perenne, stiamo profondamente cambiando le nostre abitudini: siamo sempre intenti a rispondere alle mail ,pronti a postare su FB o a twittare, a scaricare l’ultima APP e, udite udite, ad acquistare online.

APP E MOBILE SITE, fratelli o cugini?
E le aziende? Sono state praticamente  costrette a comprendere il valore del mobile come canale di relazione con i consumatori, rendendosi conto delle opportunità offerte dal mezzo.
E difatti è nel 2011 che si registra un vero e proprio boom nello sviluppo di Mobile Application (APP), con un + 129% rispetto al 2010 tra le aziende Top Spender (Fonte Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano).

Ma quale deve essere l’obiettivo di queste APP che sembrano sovrastare le versioni mobile dei siti?

Facciamo un po’ d’ordine:

  • L’APP deve fornire un servizio sfruttando sia le capacità grafiche che funzionali del device (smartphone o tablet): utilissima quindi quando si punta ad un maggior engagement con la marca, come nel caso dei giochi, e per fornire un servizio di supporto alle vendite (pre o post vendita)
  • l’obiettivo del mobile site è quello di raggiungere il maggior numero di persone possibile, un mobile site può fare anche solo branding

Una APP che non fornisce nessun servizio, sviluppata per puro branding, è praticamente inutile 😦

CONTENUTI PAY E MOBILE COMMERCE: EVIDENZA DEL CAMBIAMENTO
Acquistare via mobile è diventato sempre più semplice e diffuso e questo segna una svolta anche per l’Italia che fino a poco tempo fa si è sempre dimostrata restia all’e-commerce.
Ma i numeri parlano chiaro: il mobile commerce, ovvero l’acquisto di contenuti, beni e servizi tramite un sito mobile o una APP, vale 270 mln di euro, e il 70% di questa cifra riguarda i ricavi da contenuti pay (notizie, giochi, musica, etc), che sono aumentati del 120% rispetto al 2010.
Il restante 30% riguarda l’acquisto di beni e servizi, valore stimato 81 mln di euro, contro i 26 mln del 2010, con una crescita del 210%.(Fonte Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano)

Perché siamo diventati propensi ad acquistare via mobile? Il cellulare e/o il tablet ci consente di essere online in quel preciso istante, quando c’è proprio quell’offerta che non ci possiamo far sfuggire.
Infatti nel 90% dei casi chi acquista via mobile lo fa perché deve afferrare un’occasione al volo: la percentuale più alta di m-commerce si registra per le vendite all’asta, a tempo, l’acquisto di coupon  promozionali.

Cito due esempi: Privalia e Vente-Privee, due aziende online che funzionano come un “club di vendite” nel quale gli iscritti possono acquistare prodotti di ogni tipo (design, abbigliamento, giocattoli, accessori per la casa, etc…) dei brand più famosi, a prezzi scontatissimi.
Entrambe basano il meccanismo di vendita sul fattore tempo: il prodotto è disponibile per x giorni, le quantità non sono elevatissime, chi prima arriva insomma fa il cosiddetto affare.

Bene:

  • ad oggi l’APP per smartphone di Privalia ha superato i 700.000 downloads (in tutto il mondo). Il fatturato Globale di Privalia ha raggiunto i 320 mln di euro nel 2011, +90% rispetto al 2010.
  • Il 16% del fatturato globale di Vente-Privee viene generato dal canale mobile.

Numeri da capogiro….

MOBILE ADV: UN MERCATO ANCORA GIOVANE
Con la crescita dell’utilizzo di Internet Mobile da parte degli utenti, cresce anche l’utilizzo del Mobile Advertising da parte delle aziende.

Nel 2011 il Mobile Advertising è cresciuto del 50%, passando da 38 a 56 milioni di euro, pari al 5% del totale mercato ADV su Internet. (Fonte Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano).
Al momento il Display e il Keyword ADV la fanno da padrone ma c’è da dire che la mancanza di strumenti analitici standardizzati per il mobile unita ad un offerta di Mobile ADV ancora non ben strutturata, ne fanno un canale-media in fase di sviluppo  con moltissimi margini di miglioramento.

MOBILE PROXIMITY PAYMENT: IL FUTURO ALLE PORTE
Poter acquistare il biglietto dell’autobus, pagare il conto del ristorante, fare benzina utilizzando il telefonino, coem il proprio portafoglio elettronico questo è il Mobile Proximity Payment, che sfrutta lo standard NCF (Near Field Communication).

In Italia ad oggi questo comparto fa un transato pari praticamente a zero; un po’ perché  mancano le infrastrutture tecnologiche un po’ perché siamo ancora di fronte ad un’offerta frammentaria, con una molteplicità di attori che appaiono alquanto incerti relativamente alla strada seguire in termini di alleanze strategiche e di configurazione della filiera.

E soprattutto, quel che appare evidente, è che da parte degli esercenti non ci sia ancora una vera consapevolezza dell’impatto che il Mobile Proximity Payment può avere sulle vendite.

Eppure questa forma di pagamento potrebbe essere assolutamente profittevole per le aziende e la domanda sembra essere oramai pronta: secondo uno studio condotto dall’Osservatorio del Politecnico di Milano sulle preferenze dei consumatori nei servizi mobili, il 65% degli intervistati ha espresso interesse per il Mobile Ticketing.

Ma anche qui qualcosa si sta muovendo: a fine marzo è partito a Firenze il servizio di Mobile Ticketing sulle linee del trasporto pubblico urbano gestite da ATAF.
Il servizio consente di acquistare il biglietto dell’autobus attraverso il credito telefonico inviando un semplice SMS ed è già disponibile per i clienti TIM, Vodafone, Wind e, a breve, anche per quelli di 3 Italia.

Questo è il primo esempio di un’azienda pubblica italiana che mette a disposizione un servizio di Mobile Ticketing per la propria utenza, trasformando il numero di cellulare in un borsellino virtuale per l’acquisto di beni digitali.

Da qui allo sviluppo del m-commerce di massa il passo potrebbe essere breve…

KEY TAKEWAYS FOR BRANDS

  1. INTERNET MOBILE. Per un’azienda il mobile non potrà mai sostituire il web, la sua funzione deve essere quella di integrarlo. E’ necessario che sia la versione mobile che la relativa APP mantengano coerenza con il sito corporate.

2. APP vs DEVICE. Per avere successo nel settore mobile è importante avere la versione mobile del sito ma anche sviluppare features dedicate ai singoli device. L’APP di uno store online progettata per Iphone dovrà essere diversa dal quella per Ipad.

3. APP vs MOBILE. Ricordiamoci che il sito può essere modificato in tempo reale, qualsiasi modifica dell’APP richiede un processo più complesso. Per questo motivo è necessario che al rilascio l’APP sia praticamente perfetta. E che si ragioni sempre in forma di beta perenne.

4. ALWAYS SPEED. Gli utenti mobile non hanno pazienza: davanti ad un APP o ad un sito mobile che non funzionano correttamente possono fare al massimo un altro tentativo, dopodiché si rivolgono al concorrente (dopo aver postato commenti negativissimi sull’Apple o Android Market).

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2 risposte a Internet Mobile: come cambiano le abitudini degli italiani

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