TV Everywhere: l’ultima frontiera di internet

La televisione ha rappresentato, fino a pochissimo tempo fa, il “luogo” intorno al quale ci si raccoglieva per vedere i programmi preferiti: a casa, sul divano; il simbolo di una ritualità consolidata: in un determinato giorno, ad una determinata ora viene trasmesso quel determinato programma, e lo puoi vedere solo in quel momento, tranne che non trasmettano delle repliche (sembra un termine di un secolo fa che oggi fa sorridere).

Poi sono arrivati il video registratore e il dvd recorder, con la possibilità di programmare la registrazione di un evento televisivo. Ma è con internet che è iniziato il vero cambiamento….quello della TV everywhere. Oggi quel programma cult che siamo persi in tv lo possiamo vedere quando vogliamo sul pc, anzi lo possiamo visualizzare addirittura in diretta, in streaming, su smartphone e tablet. E questo ovunque siamo!
Sono circa 20 milioni gli italiani che guardano contenuti video su internet (Fonte IT Media Consulting – The Internet Era of TV), un numero impensabile solo fino a qualche anno fa.
Prendiamo l’evento televisivo del momento, Euro 2012: rispetto allo stesso periodo di Euro 2008, gli utenti unici registrati in questa edizione sono quintuplicati, con 20,8 mln di pagine viste e circa 2,4 mln di utenti unici. E, per la prima volta, sono le richieste su smartphone e tablet a trainare l’intera domanda su internet nei primi 11 giorni di Euro 2012, con quasi 4 utenti su 10 collegati su device mobili (Fonte Ansa).

Numeri impressionanti che danno l’idea di quello che è sempre più un nuovo “mercato” televisivo denominato Over The Top TV (OTT –TV). Un mercato che a fine 2012 si stima porterà a casa ricavi per 514 milioni di euro e che nel 2015 potrebbe sfiorare i 2 miliardi di euro.

COME SI MUOVONO I PRINCIPALI PLAYERS
Mentre in Italia  i principali protagonisti del mercato televisivo stanno facendo i primi passi nel fornire servizi per la fruizione di contenuti video via internet (pensiamo a prodotti come Sky Go e Premium Play di Mediaset), negli Stati Uniti il mercato è già in una fase avanzata.
Solo qualche dato:  gli utenti di Hulu,  una OTT-TV che offre film e spettacoli televisivi in diretta, trasmessi soprattutto su  NBC e Fox sono passati da meno di 300 mila a fine 2010 a 1,5 milioni a fine 2011.
Netflix, leader nella distribuzione di film online, detiene il 44% del mercato (nel 2010 deteneva solo lo 0,5%) e ha rosicchiato quote prima appartenenti ad Apple e Microsoft.
Il suo successo  deriva dalla proposta fatta ai suoi clienti: un abbonamento televisivo classico che consente di visualizzare tutti i contenuti presenti in un dato pacchetto, contro il noleggio one shot, considerato oramai da molti obsoleto.
Ed è questo il dato che emerge con maggiore forza: chi guarda contenuti video su internet preferisce pagare l’abbonamento ad un pacchetto, piuttosto che effettuare l’acquisto di un singolo evento. E anche i players italiani hanno compreso questa tendenza, tant’è che  sia Sky Go che Premium Play si basano sul principio dell’abbonamento.

VERSO LA NON TV DI APPLE TV
Sul fronte Apple si mormora che Cupertino stia lavorando alla prima TV “non –TV”.
James McQuivei, di Forrester Research  ha sintetizzato cosa è possibile aspettarsi dal prossimo televisore Apple: un vero e proprio ihub, con schermo touchscreen, controllo vocale e possibilità di essere controllato da Iphone e Ipad, che contiene non solo TV ma anche tutta una serie di APP sviluppate ad hoc per intrattenere…..
Insomma la APP TV rimarrebbe praticamente la stessa, ovvero quella sviluppata nel 2010 , che grazie alla tecnologia icloud, consente di visualizzare in TV tutti i contenuti scaricati da Itunes sui vari device (Imac, Ipad, Iphone).
Quello che Apple andrebbe a cambiare è il modo di considerare la fruizione dei contenuti in TV: non solo video ma foto, calendari, musica, giochi… insomma una tv sempre meno “schermo” e sempre più interattiva, in grado di offrire non solo contenuti ma anche servizi.

IL QUINTO SCHERMO
Ed è il binomio servizi-interazione la chiave di volta dei cosiddetti wereable computers, già oggi definiti come il quinto schermo, che secondo Forrest Research  diventerà nei prossimi anni the next big device.

Occhiali che funzionano come un computer , smartwatches, ovvero smartphone da indossare completi di micro app,  sono solo alcuni esempi di weareable computers già presenti sul mercato, pensiamo ad esempio a Sony con il suo Smartwatch Hands e Google con i suoi Google Glasses.
Il quinto schermo è destinato a  modificare ancor di più le nostre abitudini, più di quanto lo abbiano già fatto il mobile prima e i tablet poi. Non abbiamo neppure bisogno di “prenderlo”, è sempre con noi, sempre connesso, ci offre servizi immediati aumenta a dismisura la nostra possibilità di interagire con il mondo digital/social.

Tutto questo i principali players del mercato digitale, da Google ad Apple passando per Microsoft lo sanno bene: il quinto schermo rappresenta il paradiso da un punto di vista pubblicitario.
Può significare la possibilità di inviare messaggi pubblicitari everywhere , messaggi che dovranno essere sempre più interattivi per attirare il pubblico.
Quella di un nuovo modo di fare pubblicità potrebbe essere la prossima sfida che i big del mercato digitale si troveranno davanti nel loro cammino verso il quinto schermo.

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